I cipressi diventano marroni: ecco perché

by Corinna

Quando i cipressi diventano marroni, è importante considerare dove si trovano le macchie marroni. All’interno della pianta, le macchie marroni sono normali. Se sono interessati i rami esterni, ciò indica la presenza di malattie o una posizione errata.

I cipressi diventano marroni: ecco perché

I cipressi diventano marroni quando l’equilibrio idrico, la biologia e la posizione non sono in armonia; ciascuna delle seguenti cause presenta un proprio quadro di danni.

  • Stress idrico e calore: lunghi periodi di siccità sottraggono acqua alle foglie squamiformi, gli aghi assumono prima un colore verde opaco, poi marrone ruggine. Conficcate un cacciavite a 10 cm di profondità: se il terreno non aderisce, innaffiate immediatamente. Un tubo gocciolante da 2,2 l fornisce 18 l a settimana per ogni pianta in una siepe alta 1,8 m. Coprite la zona delle radici con 7 cm di trucioli di legno; lo strato riduce l’evaporazione e mantiene attiva la vita del suolo.
  • Marciume radicale da Phytophthora: il terreno costantemente bagnato blocca l’ossigeno e la Phytophthora penetra all’interno attraverso le sottili punte delle radici. I sintomi tipici sono parti giallastre della chioma nella parte inferiore, crescita rada e vasi conduttori di colore bruno-nero. Controllate il drenaggio: una buca di 30 × 30 cm riempita d’acqua deve svuotarsi in ≤ 30 minuti. Se l’acqua rimane, create un canale di ghiaia profondo 40 cm con una pendenza del 5% e mescolate sabbia nello strato superiore del terreno.
  • Morte dei germogli da Kabatina: La Kabatina thujae attacca le punte giovani dopo condizioni climatiche umide. Il fungo è riconoscibile dalla presenza di parti di germogli marroni nettamente delimitate e minuscoli corpi fruttiferi neri sulla corteccia. Tagliare le parti colpite fino a 20 cm di legno sano, bruciare i residui di potatura e spruzzare immediatamente fosfonato di potassio come rinforzante sulla chioma restante, in modo da stimolare le difese naturali.
  • Cancro della corteccia causato dal Seiridium (Cypress canker): il Seiridium cardinale penetra attraverso le ferite da taglio, forma lesioni ovali umide di resina sulla corteccia e interrompe il flusso della linfa. Rimuovete i rami completamente fino alla base del tronco, disinfettate ogni attrezzo dopo il taglio con etanolo al 70% ed evitate potature grossolane delle siepi nei periodi piovosi.
  • Afide del cipresso (Cinara cupressi) e coleottero della corteccia: L’afide succhia all’inizio dell’estate, in seguito rimangono residui grigi della muta e depositi fuligginosi; le macchie marroni iniziano solitamente a 1,5 m dal suolo. I coleotteri della corteccia lasciano segni di forature alla base del tronco. Utilizzate insetti predatori o preparati a base di olio di colza contro gli afidi e attirate picchi e vespe parassitoidi con habitat di legno morto per ridurre in anticipo la presenza di coleotteri.
  • Errori di piantagione (interramento troppo profondo, terreno compattato, distanza ridotta): una buca di piantagione larga 1,5 volte la larghezza della zolla assicura l’ingresso di aria, il bordo della zolla deve essere a filo con la superficie del terreno circostante. Prevedete una distanza di 30-35 cm nelle siepi; le file piantate troppo vicine sviluppano una carenza di luce all’interno e gli aghi cadono da soli. Allentate le zone compatte con una forca da giardino a forma di stella, senza strappare le radici.

    Cura sostenibile e prevenzione

    Un equilibrio stabile di acqua, sostanze nutritive e luce rafforza i cipressi contro gli estremi climatici e gli agenti patogeni.

    • Irrigazione secondo necessità: installare un sistema di irrigazione a goccia a più filoni e iniziare l’irrigazione non appena il terreno raggiunge meno del 30% della sua capacità di campo a una profondità di 15 cm. A 1,5 m di altezza sono sufficienti 15 l una volta alla settimana; in caso di caldo è preferibile annaffiare più spesso, ma con la stessa quantità.
    • Pacciamatura per proteggere l’acqua e il terreno: a partire da maggio, distribuire 7 cm di compost di corteccia semimatura o trucioli di legno sul disco dell’albero. Lo strato mantiene l’umidità del terreno, attenua i picchi di temperatura e nutre gli organismi del suolo: i lombrichi allentano così il sottosuolo gratuitamente.
    • Scelta delle varietà e piantagione mista: combinate cultivar resistenti alla siccità come “Murray” o la compatta “Shorty” con arbusti singoli di Taxus a crescita lenta. La miscela rompe le monocolture, riduce la pressione del vento sulla siepe e diminuisce il rischio di malattie.
    • Analisi del terreno e concimazione mirata: ogni tre anni fate controllare il valore del pH e lo stato dei nutrienti. Se il magnesio è inferiore a 50 mg, spargete sale Epsom in base al tipo di terreno. Se il nitrato supera gli 80 mg, rinunciate all’apporto di azoto per un anno e favorite invece la micorriza con tè di compost.
    • Potatura rigenerativa e igiene degli attrezzi: potate solo una parete laterale all’anno, in modo che la luce possa penetrare all’interno della chioma. Immergete le lame delle cesoie nell’etanolo dopo ogni ramo, in modo che le spore fungine non si trasferiscano alla pianta successiva.

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