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Se dovete assumere antibiotici a causa di un’infezione batterica e vi state chiedendo per quanto tempo rimangono nell’organismo dopo l’ultima assunzione, vi forniremo tutte le informazioni importanti.
Dopo l’ultima assunzione: per quanto tempo gli antibiotici rimangono nell’organismo
Se soffrite di una malattia batterica, è necessario l’uso mirato di un antibiotico. Ma per quanto tempo l’effetto persiste nell’organismo dopo l’ultima assunzione?
- L’effetto residuo degli antibiotici nell’organismo può durare da sei ore a 14 giorni. Ciò dipende principalmente dal tipo di antibiotico e dalla modalità di assunzione.
- Un fattore decisivo è l’emivita del principio attivo in questione. Ad esempio, l’amoxicillina ha un’emivita di circa un’ora, mentre l’azitromicina ha un’emivita fino a 68 ore. Ciò significa che alcuni antibiotici rimangono nell’organismo molto più a lungo di altri.
- Se l’antibiotico è stato somministrato per via endovenosa a causa di un’infezione acuta, l’organismo lo elimina già poche ore dopo l’ultima dose. Se invece è stato assunto in compresse, possono essere necessari fino a tre giorni dopo l’ultimo giorno di assunzione prima che il principio attivo sia completamente eliminato.
- Inoltre, fattori individuali come l’età, la forma fisica e i farmaci concomitanti influenzano la degradazione del farmaco. Le persone anziane di solito impiegano più tempo per metabolizzare gli antibiotici, mentre uno stile di vita sano con attività fisica e un’alimentazione equilibrata può accelerare il processo. Anche altri farmaci assunti possono rallentare la degradazione o causare interazioni.
- Attualmente si ritiene che gli antibiotici debbano essere assunti solo per il tempo strettamente necessario, al fine di evitare lo sviluppo di resistenze. La precedente raccomandazione generale di assumere sempre gli antibiotici fino alla fine della confezione non è più valida in linea di massima.
Cosa occorre tenere presente dopo la sospensione dell’antibiotico
Sebbene la terapia antibiotica sia terminata, occorre tenere presente alcuni aspetti importanti:
- Osservare i sintomi: se i disturbi persistono, è necessario consultare nuovamente un medico, poiché l’antibiotico potrebbe non aver agito in modo sufficiente.
- Rigenerare la flora intestinale: gli antibiotici possono influenzare in modo duraturo la flora intestinale. Studi recenti dimostrano che in alcuni casi la flora intestinale impiega un anno o più per riprendersi completamente. L’assunzione di probiotici durante e dopo la terapia può aiutare a proteggere l’intestino e a prevenire la diarrea associata agli antibiotici.
- Prevenire le infezioni vaginali: Dopo una terapia antibiotica, le donne sono particolarmente soggette a micosi vaginali.
In questo caso possono essere utili misure preventive come preparati batterici speciali e prodotti per l’igiene delicati.
- Attenzione alla contraccezione: alcuni antibiotici come le tetracicline e i fluorochinoloni possono compromettere l’efficacia dei contraccettivi orali. Le donne dovrebbero ricorrere a un metodo contraccettivo aggiuntivo durante l’assunzione e fino a sette giorni dopo.
- Tenere sotto controllo tendini e articolazioni: i fluorochinoloni come la ciprofloxacina aumentano il rischio di rottura dei tendini. Se dopo la terapia avvertite dolori ai tendini o alle articolazioni, consultate immediatamente un medico.
- Evitare il consumo di alcol: alcuni antibiotici come il metronidazolo possono reagire con l’alcol fino a 48 ore dopo l’ultima assunzione e causare gravi effetti collaterali.
- Possibili reazioni allergiche: in rari casi, dopo l’ultima assunzione possono verificarsi reazioni allergiche cutanee. In tal caso, consultare immediatamente un medico.
- Gli effetti collaterali degli antibiotici dipendono da molti fattori, tra cui il principio attivo, l’emivita, la forma di somministrazione e lo stato di salute individuale. È importante prestare particolare attenzione alla propria salute dopo la terapia e, in caso di dubbio, consultare un medico.
