Il termine “brainrot” è utilizzato su TikTok. Descrive opinioni sciocche, pensieri assurdi e un linguaggio banale. La traduzione in tedesco è “Hirnfäule” (marciume cerebrale).
Che cos’è il “brainrot” e come si manifesta
Il “brainrot” descrive una condizione in cui un tempo eccessivo trascorso davanti allo schermo o in specifiche comunità online porta a un cambiamento nel comportamento degli utenti. Pertanto, è importante riconoscere i contenuti “brainrot” su piattaforme come TikTok e sapere come evitare di essere influenzati da opinioni di questo tipo.
- «Brainrot», o «marciume cerebrale» in italiano, significa che il modo in cui una persona parla e pensa è difficile da comprendere per chi non ne fa parte. È un’espressione informale utilizzata su TikTok per scuotere le persone che trascorrono troppo tempo online o in specifiche comunità su Internet. Spesso si tratta di contenuti che appaiono del tutto irrealistici. In sostanza, si tratta di un insulto informale rivolto a chi trascorre troppo tempo online.
- Il “brainrot” può anche indicare pigrizia mentale e letargia. Entrambe sono causate da un’eccessiva esposizione allo schermo . Una sensazione generale di lentezza, scarsa capacità di pianificazione e difficoltà nel prendere decisioni sono sintomi che possono manifestarsi. In effetti, alcuni studi suggeriscono che un tempo eccessivo trascorso davanti allo schermo possa addirittura portare a una riduzione della materia grigia nel cervello.
- Ogni volta che ritenete che un utente abbia perso il contatto con la realtà, potete usare il termine «brainrot» per sottolineare questa circostanza. Supponiamo che vediate un video su TikTok in cui si invita a raccogliere fondi per sedute di terapia per i fan. L’iniziativa è motivata dalla cancellazione anticipata di una determinata serie. La raccolta fondi ha lo scopo di fornire sostegno emotivo ai fan in questo periodo difficile.
- In questo esempio sarebbe sicuramente appropriato reagire con il riferimento «brainrot». In questo modo segnalate alla persona quanto sia troppo intrappolata nella propria bolla di Internet per riconoscere la realtà. Dopotutto, la cancellazione di un programma televisivo non è realmente paragonabile a un evento traumatico grave che richiederebbe una terapia. Per questo motivo, chiedere soldi per questo scopo appare irrazionale.
- Potete però usare “brainrot” anche per far capire a una persona quanto siano incomprensibili i suoi contenuti. A volte gli utenti sono profondamente immersi nel proprio mondo di Internet. Non si rendono più conto di quanto il loro gergo tecnico, i loro argomenti o persino il loro modo di pensare siano incomprensibili per la persona media. In un caso del genere, il commento «brainrot» potrebbe risvegliare la consapevolezza dell’utente.
Brainrot – Cause ed effetti
Il termine “brainrot” si riferisce ai cambiamenti nel comportamento e nel modo di pensare che possono derivare da un consumo eccessivo di contenuti online. Le cause di questo fenomeno risiedono spesso nell’eccessivo tempo trascorso davanti allo schermo e nell’immersione in specifiche culture di Internet. Le conseguenze vanno da una minore alfabetizzazione mediatica a effetti negativi sulla salute mentale.
- Molte piattaforme di social media creano dipendenza. Premi il tuo coinvolgimento con i “Mi piace” e ti incoraggiano a scorrere all’infinito. Tuttavia, mentre navighi sui social media, non ti dedichi ad attività più salutari come l’allenamento fisico o mentale. Le dipendenze da Internet possono manifestarsi anche in altri modi, ad esempio quando si cerca di scorrere le pagine di un libro invece di sfogliarle.
- Quando ci si concentra troppo su argomenti online, spesso non si riesce a stare al passo con il rapido sviluppo di Internet. Le persone che soffrono di «brainrot» possiedono spesso conoscenze dettagliate e approfondite su fenomeni di nicchia presenti su Internet, come il gergo, i meme, drammi oscuri o discorsi di cui nella vita quotidiana normale si parla a malapena. Alcune persone sostengono convinzioni assurde che hanno colto online e attribuiscono loro un’importanza eccessiva.
- Il mondo online funziona secondo il principio dell’economia dell’attenzione. I siti web, come le piattaforme di social media, guadagnano denaro monopolizzando la vostra attenzione. Tuttavia, poiché molti siti web competono per ottenere questa attenzione, gli utenti passano spesso da uno all’altro o consumano contenuti brevi che li catturano. Ciò compromette non solo la capacità di concentrazione, ma anche la memoria.
- Una scarsa capacità di pensiero critico o di alfabetizzazione mediatica è un problema diffuso. Per alfabetizzazione mediatica si intende la capacità di leggere e interpretare le informazioni e le opere d’arte. Il «brainrot» sembra compromettere il pensiero critico, poiché gli utenti sono meno inclini a verificare i fatti o a riflettere a fondo sulle informazioni e sulle storie presentate.
- Il «doomscrolling» descrive lo scorrimento infinito dei social media e dei feed di notizie per scoprire ogni nuova notizia negativa e l’opinione degli altri al riguardo. Questa abitudine crea dipendenza e tende ad avere effetti negativi sulla salute mentale, che possono portare a stress e depressione. Il «doomscrolling» è frustrante, poiché spesso si può fare ben poco contro le notizie negative.
- L’uso eccessivo di Internet, in particolare dei social media, può incidere notevolmente sull’autostima. Nel mondo online regna una competizione costante per ottenere “mi piace” e follower, e si attribuisce grande importanza all’apparire perfetti. Qualsiasi risultato diverso può portare a sentirsi inferiori. Se dopo aver navigato online vi sentite a disagio o peggio, questo potrebbe essere un sintomo di “brainrot”.
- Chi nella vita reale viene considerato eccessivamente polemico o arrogante, online mostra un comportamento aggressivo – così si dice. Questa accusa va spesso di pari passo con la definizione di “cronicamente online”, che si applica a persone talmente radicate nel mondo virtuale da non riuscire più a staccarsene.
