L’intelligenza artificiale (IA) è ormai presente ovunque nella nostra vita quotidiana, ma come funziona questa tecnologia? Le sue applicazioni diventano sempre più versatili ed è quindi ancora più importante comprenderne il funzionamento.
Intelligenza artificiale: come funziona
- L’obiettivo dello sviluppo dell’intelligenza artificiale, in breve IA, è quello di programmare le macchine in modo che possano lavorare in modo autonomo e risolvere compiti in modo indipendente. Ciò dovrebbe facilitare l’uomo non solo nella vita quotidiana, ma anche nell’uso della tecnologia moderna.
- In linea di principio, le IA funzionano come il nostro cervello. Le cosiddette «reti neurali artificiali» servono all’acquisizione e all’elaborazione delle informazioni, nonché alla risoluzione di un problema.
- Un’IA acquisisce innanzitutto un «input» dall’esterno. Ciò significa, ad esempio, che quando effettuate una ricerca su Google parlate nel vostro smartphone. L’assistente vocale elabora la vostra domanda e arriva a un risultato, l’«output». Lo ricevete sotto forma di una risposta e di un elenco di siti web pertinenti all’argomento.
- Nel nostro esempio collaborano addirittura due intelligenze: da un lato l’assistente vocale e, dall’altro, un motore di ricerca.
- I sistemi di elaborazione delle informazioni sono costituiti da algoritmi. Si tratta di un insieme di regole in linguaggio informatico che, in definitiva, risolvono un problema.
- La maggior parte dei moderni sistemi di IA funziona con algoritmi e dati. Ciò significa che, da un lato, si raccolgono grandi quantità di dati di esempio e si cerca di individuarne i modelli. L’IA viene “addestrata” con questi dati e impara a riconoscere modelli e correlazioni. Dopo l’addestramento, è in grado di svolgere nuovi compiti, ad esempio scrivere testi, riconoscere immagini o fornire consigli.
- Un metodo ben noto in questo ambito è l’apprendimento automatico (Machine Learning). In questo caso, l’IA migliora autonomamente man mano che riceve più dati.
Un altro esempio di IA: la guida autonoma
L’intelligenza artificiale è oggi presente nei robot aspirapolvere e tosaerba, assiste durante gli interventi chirurgici e ci mostra pubblicità personalizzate. Anche gli automobilisti conoscono sicuramente il concetto di «guida autonoma».
- La guida autonoma rientra nell’ambito dell’intelligenza artificiale. In sostanza, «autonoma» significa che i veicoli funzionano in modo indipendente e automatizzato, il più possibile senza l’intervento umano.
- I veicoli di questo tipo vengono classificati in livelli di autonomia. A seconda del livello, aumenta il grado di autonomia dell’auto, dove il livello 5 rappresenta il massimo.
- I veicoli di livello 5 non hanno né pedali né volante. Non necessitano di alcun supporto umano. I veicoli di livello 3 e 4 possono richiedere al conducente di assumere il controllo. Questi veicoli sono in grado, per un determinato periodo di tempo, di accelerare, frenare e persino sterzare autonomamente.
- Le auto con livelli di autonomia da 0 a 2 sono guidate dall’uomo e lo assistono solo durante la guida. Un esempio è il cruise control o l’assistente al mantenimento della corsia.
- Affinché le auto autonome possano guidare in modo indipendente, è necessaria una vasta gamma di tecnologie intelligenti.
Il sistema GPS, le videocamere, i sensori radar e i sensori lidar devono essere in grado di gestire situazioni difficili lavorando in sinergia, garantendo al contempo affidabilità e precisione.
- Il sistema GPS assicura che il veicolo conosca in ogni momento la sua esatta posizione. Le telecamere forniscono al sistema immagini dell’ambiente circostante. Queste includono i segnali stradali e gli altri utenti della strada.
- Tra i sensori radar rientrano, tra l’altro, anche i segnali acustici degli ausili al parcheggio. Essi misurano la distanza tra il veicolo e altri oggetti.
- I sensori Lidar si trovano sul tetto e misurano, con l’ausilio di raggi laser, la distanza di un ostacolo davanti al veicolo. Sono in grado di misurare distanze fino a 200 metri, sia di giorno che di notte. I loro raggi laser non sono visibili all’occhio umano.
Altri ambiti di applicazione dell’IA
Nella nostra vita quotidiana entriamo in contatto con l’IA più spesso di quanto molti credano. E in futuro sarà presente in un numero ancora maggiore di ambiti della vita. Oltre agli ambiti di applicazione già citati, esistono altri esempi in cui l’IA è già parte integrante:
- Sistemi di raccomandazione: su piattaforme come Netflix, Spotify o Amazon viene analizzato il vostro comportamento: quali film guardate? Quali canzoni ascoltate più spesso? Sulla base di questi dati, l’IA crea raccomandazioni personalizzate che rispecchiano esattamente i vostri gusti.
- Riconoscimento di immagini e volti: l’IA è in grado di riconoscere i volti nelle foto, distinguere gli oggetti o persino effettuare controlli di sicurezza. Questo avviene, ad esempio, quando sblocchi lo smartphone o durante i controlli negli aeroporti. Anche sui social media si ricorre all’analisi delle immagini, ad esempio per i suggerimenti automatici di taggatura.
- Chatbot e assistenti vocali: un classico nel mondo dell’IA sono gli assistenti virtuali come Siri, Alexa o ChatGPT. Cercano di comprendere il linguaggio umano e di fornire risposte adeguate.
- Diagnosi mediche: In medicina, l’IA aiuta a individuare le malattie in fase precoce. Ad esempio, attraverso l’analisi di radiografie o valori ematici. Nella ricerca, l’IA supporta l’analisi di grandi quantità di dati.
